
UPB: cresce numero assistenti sociali, ma restano disparità

Nell'ampio programma di potenziamento dell'assistenza sociale promosso negli ultimi anni, la legge di bilancio 2021 ha inserito uno specifico livello essenziale delle prestazioni (LEP) di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti da garantire in ciascun ambito territoriale sociale (ATS), nonché un incentivo al raggiungimento di uno standard qualitativo riferito al contratto di assunzione. Il reclutamento di personale è finanziato con due distinti fondi e avviene in deroga ai vincoli assunzionali per i Comuni e loro forme associate.
In questo contesto, si rileva che tra il 2020 e il 2023 il numero degli assistenti sociali è aumentato del 39,7 per cento, passando da 9.750 a 13.621. Tuttavia, per raggiungere il LEP di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti sono necessari ulteriori 1.126 assunzioni nel 40 per cento degli ambiti territoriali sociali (228 su un totale di 566); inoltre, per rispettare anche lo standard qualitativo di personale stabile ci vorrebbero 2.677 assunzioni o stabilizzazioni in 352 ATS; infine, per conseguire l'obiettivo quali/quantitativo oltre il LEP di un assistente sociale ogni 4.000 abitanti a tempo indeterminato, finanziato attraverso il contributo del Fondo povertà, bisognerebbe effettuare 4.607 assunzioni o stabilizzazioni in 472 ATS.
L'incremento nelle Regioni del Nord, soprattutto in Liguria ed Emilia-Romagna, ha interessato anche gli ATS già ben dotati di assistenti sociali rispetto al LEP, rafforzando ulteriormente la loro capacità di erogazione dei servizi. Al contrario, nelle Regioni del Centro e, soprattutto, del Meridione (ad eccezione della Sardegna), l'aumento del numero di assistenti sociali si è rivelato insufficiente a compensare le preesistenti carenze strutturali rispetto al LEP.
La maggior parte degli assistenti sociali è stata assunta con contratti a tempo indeterminato, segnalando la propensione degli Enti locali a raggiungere anche lo standard qualitativo di dotazione che favorisce la continuità operativa e la professionalizzazione del personale. Tuttavia, negli ATS del Centro e del Meridione, la presenza di figure con contratti non stabili rimane molto significativa e in aumento in Campania, Calabria e nella Regione Siciliana.
Tali numeri - si legge - sono in parte frutto delle criticità già individuate nelle analisi precedenti dell'UPB: frammentazione del finanziamento tra due fondi con modalità di assegnazione delle risorse, monitoraggio e rendicontazione molto diverse tra loro e assenza di sanzioni diverse dalla perdita del finanziamento in caso di mancata assunzione degli assistenti sociali.
Per accelerare il raggiungimento del LEP su tutto il territorio sarebbe opportuno integrare tra loro i due meccanismi di finanziamento del reclutamento. Sarebbe auspicabile, ad esempio, richiedere ai Comuni con un numero di assistenti sociali inferiore alla soglia di uno ogni 6.500 abitanti di destinare prioritariamente le risorse al loro reclutamento.
La difficoltà degli Enti locali ad assumere personale stabile si traduce in un sottoutilizzo delle risorse del Fondo povertà: dei 180 milioni del contributo stanziati nel 2021 ne sono stati erogati solo 48 nel 2021, 65 nel 2022 e 81 nel 2023 a causa del mancato rispetto degli standard qualitativi a livello di ATS.
Ad ostacolare il processo contribuiscono diversi fattori: i vincoli dei due meccanismi di finanziamento che impediscono la stabilizzazione degli assistenti sociali impiegati a tempo determinato prima del 2021 in deroga ai vincoli alle assunzioni; il finanziamento del rinnovo dei contratti dei dipendenti comunali interamente a carico degli Enti stessi che espone i Comuni al rischio che le risorse possano diventare insufficienti in futuro; la dimensione contenuta di molti Comuni, che fa sì che risorse assegnate per gli obiettivi di servizio possano essere insufficienti a sostenere il costo di un assistente, richiedendo un difficile coordinamento con gli altri Enti appartenenti allo stesso ATS.
(Teleborsa) 10-03-2025 13:29